Ultraviolette F77 Mach 2 è il modello scelto da Moto.it per una prova in pista dedicata alla moto elettrica sportiva del costruttore indiano. Il circuito si trova nei pressi di Bangalore, in India, e rappresenta il contesto scelto dalla testata per esaminare il comportamento di una due ruote sviluppata con l’obiettivo di portare sul mercato internazionale competenze e tecnologie maturate localmente.
Un progetto nato in India
Ultraviolette è stata fondata nel 2016 a Bengaluru. La prima F77 è stata messa in cantiere nel 2019, con l’intenzione di portarla sul mercato nel 2022. Il percorso è stato rallentato anche dalla pandemia del 2020, un passaggio che ha reso più complessa la crescita della giovane azienda.
Secondo la ricostruzione di Moto.it, la società ha scelto di sviluppare internamente una parte significativa della tecnologia e di utilizzare, quando possibile, componenti prodotti in India. La F77 è così diventata il progetto simbolo di una strategia precisa: trasformare le competenze ingegneristiche costruite nel Paese in una moto capace di confrontarsi con il mercato internazionale.
Dalla progettazione alla versione di serie
La storia della F77 comprende diverse fasi progettuali. Tra le soluzioni valutate in precedenza figuravano un forcellone posteriore monobraccio e una batteria rimovibile; entrambe sono state poi abbandonate. Il pacco destinato alla moto ha infatti dimensioni e massa che rendono poco pratico questo approccio: Moto.it indica una batteria da 48 V, con capacità di circa 10 kW, e un peso vicino ai 70 kg considerando anche il guscio in alluminio.
La batteria della F77 viene realizzata interamente in India, con l’eccezione delle celle. Questo elemento si inserisce in un progetto che punta a controllare direttamente una parte consistente della filiera tecnica, invece di limitarsi ad assemblare componenti sviluppati altrove.
| Elemento | Dato riportato da Moto.it |
|---|---|
| Modello provato | Ultraviolette F77 Mach 2 |
| Luogo della prova | Pista vicino a Bangalore, India |
| Avvio dell’azienda | 2016 |
| Batteria descritta nell’articolo | 48 V, circa 10 kW, circa 70 kg con il guscio |
Perché la pista è il banco di prova scelto
Moto.it ha portato la F77 Mach 2 su un tracciato per valutare una moto concepita come sportiva e per mettere in evidenza l’evoluzione del progetto. Il circuito consente di osservare il comportamento dinamico senza confondere il racconto con quello di una prova su strada aperta al traffico. La testata presenta l’esperienza come il secondo capitolo del proprio viaggio all’interno dell’azienda, dopo un approfondimento dedicato alle attività di ricerca e sviluppo di Ultraviolette.
Il passaggio dalla prima F77 alla Mach 2 viene descritto come il risultato di un’evoluzione tecnica e concettuale durata diversi anni. Le scelte poi escluse — dalla batteria estraibile al forcellone monobraccio — mostrano come il progetto sia stato modificato in funzione dei vincoli legati a peso, integrazione e realizzazione industriale. Non vengono invece indicati, nel testo di Moto.it, dati ufficiali su autonomia, tempi di ricarica, potenza massima, prezzo o disponibilità della F77 Mach 2 in Italia.
Una sportiva elettrica con ambizioni internazionali
Il significato della F77 Mach 2 va quindi oltre la singola uscita in pista. Per Ultraviolette il modello costituisce il punto di incontro tra sviluppo interno, produzione locale e aspirazione a competere fuori dall’India. La prova di Moto.it documenta questo percorso attraverso il prodotto e le sue scelte progettuali, senza trasformare l’attività in pista in una conferma automatica delle prestazioni utilizzabili su strada.
La moto resta legata a un progetto in evoluzione, costruito attorno a una batteria integrata e a una piattaforma sviluppata dalla stessa azienda. Il test sul circuito vicino a Bangalore offre così un’occasione per osservare la direzione presa da Ultraviolette nel settore delle due ruote elettriche sportive, mentre per il pubblico italiano i dati su omologazione, listino e commercializzazione nazionale non sono indicati da Moto.it.