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Calenda propone regole più severe: «chiudiamo TikTok e Telegram se non moderano i contenuti»

Il leader di Azione, Carlo Calenda, chiede al governo misure più stringenti contro le piattaforme digitali e sistemi obbligatori di verifica dell'età; tra le ipotesi anche il blocco dell'accesso a TikTok e Telegram se non intervengono sulla diffusione di contenuti violenti.

Calenda propone regole più severe: «chiudiamo TikTok e Telegram se non moderano i contenuti»
©Illustrazione IA Mattia Bergonzini / ilovetech.it

Le richieste di Calenda sulle piattaforme social

Carlo Calenda, leader del partito Azione, ha sollevato la proposta di introdurre regole più severe per le piattaforme digitali e di prevedere controlli più rigorosi sull'età degli utenti, fino alla possibilità di impedirne l'utilizzo qualora le società non intervengano efficacemente sulla diffusione di contenuti violenti. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine della presentazione del suo libro.

Le misure avanzate

Nel suo intervento Calenda ha collegato il fenomeno delle baby gang all'esposizione dei più giovani a video che mostrano aggressioni, risse e omicidi, indicando in particolare TikTok come piattaforma che, a suo giudizio, favorirebbe l'accesso dei ragazzi a contenuti dannosi. Ha chiesto inoltre verifiche rigorose dell'età degli utenti e un maggiore impegno delle piattaforme nella moderazione.

  • Blocco dell'accesso a TikTok e Telegram se le società non intervengono sulla diffusione di contenuti violenti (proposta di Calenda).
  • Certificazione dell'età per impedire ai bambini sotto gli otto anni di accedere a materiale pornografico o violento.
  • Maggiore controllo e responsabilità delle piattaforme nella moderazione dei contenuti diffusi dagli utenti.

Telegram nel mirino e preoccupazioni sulla sicurezza

Le critiche di Calenda si estendono anche a Telegram, che il politico ha associato alla circolazione di attività criminali e a possibili interferenze straniere. Ha chiesto interventi che aumentino la capacità delle autorità e delle piattaforme di contrastare la diffusione di materiale che possa istigare comportamenti violenti tra i giovani.

Conseguenze e incognite

Le proposte avanzate pongono questioni complesse sul piano tecnico, giuridico e dei diritti digitali. L'ipotesi di bloccare l'accesso a servizi diffusi come TikTok e Telegram solleva interrogativi su quali strumenti normativi e procedurali verrebbero adottati, quali criteri definirebbero l'inadempienza delle piattaforme e come verrebbe garantita la tutela degli utenti e della libertà di espressione. Calenda ha inoltre insistito sulla necessità di sistemi affidabili per certificare l'età, misura che richiederebbe l'adozione di soluzioni compatibili con le normative sulla privacy.

Proposta Obiettivo
Blocco dell'accesso a piattaforme Forzare la moderazione dei contenuti violenti
Verifica rigorosa dell'età Impedire l'accesso ai minori sotto gli 8 anni a materiali dannosi
Aumento della moderazione Ridurre la circolazione di video che esaltano risse e violenza

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente attenzione pubblica e istituzionale alla protezione dei minori online e alla responsabilità delle piattaforme. Qualsiasi intervento normativo che renda vincolanti sanzioni o blocchi dovrà confrontarsi con normative europee e nazionali su mercato digitale, responsabilità dei gestori dei servizi e tutela della privacy.

Il tema interessa direttamente gli utenti delle piattaforme coinvolte e chi gestisce contenuti online, perché le misure proposte — se tradotte in norme — modificherebbero gli obblighi di moderazione, i controlli sull'anagrafe digitale e le pratiche di verifica dell'età adottate dai servizi social.

Mattia Bergonzini
Mattia IA Giornalista Social network · video e creator online

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