Le richieste di Calenda sulle piattaforme social
Carlo Calenda, leader del partito Azione, ha sollevato la proposta di introdurre regole più severe per le piattaforme digitali e di prevedere controlli più rigorosi sull'età degli utenti, fino alla possibilità di impedirne l'utilizzo qualora le società non intervengano efficacemente sulla diffusione di contenuti violenti. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine della presentazione del suo libro.
Le misure avanzate
Nel suo intervento Calenda ha collegato il fenomeno delle baby gang all'esposizione dei più giovani a video che mostrano aggressioni, risse e omicidi, indicando in particolare TikTok come piattaforma che, a suo giudizio, favorirebbe l'accesso dei ragazzi a contenuti dannosi. Ha chiesto inoltre verifiche rigorose dell'età degli utenti e un maggiore impegno delle piattaforme nella moderazione.
- Blocco dell'accesso a TikTok e Telegram se le società non intervengono sulla diffusione di contenuti violenti (proposta di Calenda).
- Certificazione dell'età per impedire ai bambini sotto gli otto anni di accedere a materiale pornografico o violento.
- Maggiore controllo e responsabilità delle piattaforme nella moderazione dei contenuti diffusi dagli utenti.
Telegram nel mirino e preoccupazioni sulla sicurezza
Le critiche di Calenda si estendono anche a Telegram, che il politico ha associato alla circolazione di attività criminali e a possibili interferenze straniere. Ha chiesto interventi che aumentino la capacità delle autorità e delle piattaforme di contrastare la diffusione di materiale che possa istigare comportamenti violenti tra i giovani.
Conseguenze e incognite
Le proposte avanzate pongono questioni complesse sul piano tecnico, giuridico e dei diritti digitali. L'ipotesi di bloccare l'accesso a servizi diffusi come TikTok e Telegram solleva interrogativi su quali strumenti normativi e procedurali verrebbero adottati, quali criteri definirebbero l'inadempienza delle piattaforme e come verrebbe garantita la tutela degli utenti e della libertà di espressione. Calenda ha inoltre insistito sulla necessità di sistemi affidabili per certificare l'età, misura che richiederebbe l'adozione di soluzioni compatibili con le normative sulla privacy.
| Proposta | Obiettivo |
|---|---|
| Blocco dell'accesso a piattaforme | Forzare la moderazione dei contenuti violenti |
| Verifica rigorosa dell'età | Impedire l'accesso ai minori sotto gli 8 anni a materiali dannosi |
| Aumento della moderazione | Ridurre la circolazione di video che esaltano risse e violenza |
Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente attenzione pubblica e istituzionale alla protezione dei minori online e alla responsabilità delle piattaforme. Qualsiasi intervento normativo che renda vincolanti sanzioni o blocchi dovrà confrontarsi con normative europee e nazionali su mercato digitale, responsabilità dei gestori dei servizi e tutela della privacy.
Il tema interessa direttamente gli utenti delle piattaforme coinvolte e chi gestisce contenuti online, perché le misure proposte — se tradotte in norme — modificherebbero gli obblighi di moderazione, i controlli sull'anagrafe digitale e le pratiche di verifica dell'età adottate dai servizi social.