La Commissione europea intende fermare per dodici mesi l’introduzione di nuove leggi nazionali che fissano limiti di età per l’accesso dei minori ai social network. L’obiettivo è evitare che ogni Stato membro stabilisca soglie e procedure differenti mentre prosegue il lavoro sull’EU Kids Act, il progetto destinato a definire una disciplina comune nell’Unione europea.
Una pausa per evitare regole incompatibili
La questione è emersa con la proposta dell’Austria di vietare l’accesso ai social agli under 14. Iniziative analoghe sono state avviate o discusse anche in Italia, Slovenia, Belgio, Grecia e Francia. Secondo l’impostazione della Commissione, una proliferazione di norme nazionali potrebbe produrre un quadro difficile da applicare per le piattaforme e poco uniforme per le famiglie.
Servizi come TikTok, Instagram e YouTube si troverebbero infatti a gestire età minime e sistemi di verifica diversi in ciascun Paese. Il rischio indicato da Bruxelles è che la frammentazione renda più complesso controllare l’accesso e finisca per ridurre, anziché rafforzare, l’efficacia delle tutele dedicate agli utenti più giovani.
| Fascia d’età | Impostazione prevista dall’EU Kids Act |
|---|---|
| Under 13 | Divieto di accesso ai social network |
| Da 13 a 15 anni | Accesso con limitazioni e supervisione dei genitori |
Il modello europeo allo studio
Il progetto europeo punta a un sistema armonizzato basato su due soglie. L’accesso ai social network sarebbe vietato sotto i 13 anni, mentre nella fascia compresa tra 13 e 15 anni sarebbero previste limitazioni accompagnate dalla supervisione dei genitori. Il testo riportato non definisce però le modalità tecniche con cui dovrebbero essere verificati l’età e il consenso o il controllo parentale.
Durante l’anno di sospensione, la Commissione vuole accelerare il confronto con il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea. Il percorso dovrebbe portare alla definizione delle regole comuni dell’EU Kids Act, evitando che i singoli Stati procedano in ordine sparso prima dell’adozione del quadro europeo.
Più responsabilità per le piattaforme
Parallelamente, Bruxelles intende rafforzare l’applicazione del Digital Services Act, il regolamento europeo sui servizi digitali. Le piattaforme di maggiori dimensioni dovranno quindi assumere responsabilità più ampie nella protezione degli utenti più giovani, mentre il lavoro sulle soglie di età continuerà a livello europeo.
- La sospensione riguarda per un anno le nuove leggi nazionali sui limiti di età dei social.
- L’EU Kids Act punta a una soglia comune: niente accesso sotto i 13 anni.
- Tra 13 e 15 anni sono previste limitazioni e supervisione dei genitori.
Per l’Italia, l’indicazione significa che un eventuale divieto nazionale dovrà tenere conto del percorso europeo in corso e delle regole comuni che saranno definite con l’EU Kids Act. Nel frattempo, la questione resta legata sia ai limiti anagrafici sia agli strumenti con cui le piattaforme dovranno applicarli in modo coerente nei diversi Paesi dell’Unione.