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Instagram e intelligenza artificiale, Mosseri: «La frustrazione aumenterà»

Il responsabile di Instagram prevede un aumento delle critiche all’intelligenza artificiale e spiega come il social sta intervenendo su profili artificiali, contenuti generati e deepfake

Instagram e intelligenza artificiale, Mosseri: «La frustrazione aumenterà»
©Illustrazione IA Serena Bonvicini / ilovetech.it

Il dibattito sull’intelligenza artificiale sta diventando un problema anche per le piattaforme social. Adam Mosseri, responsabile di Instagram, ha affermato che nei prossimi due anni potrebbero aumentare la frustrazione e la rabbia nei confronti dei sistemi generativi. Il manager ne ha parlato nel podcast di Colin e Samir, imprenditori digitali, creator e conduttori statunitensi.

«Non solo la situazione sta peggiorando, ma continuerà a peggiorare. Credo che nei prossimi due anni assisteremo a un aumento della frustrazione e della rabbia contro l’IA, in parte giustificate, in parte infondate, e questo renderà le cose difficili».

Le preoccupazioni indicate da Mosseri

Secondo Mosseri, il sentimento negativo non riguarda soltanto le nuove generazioni o gli studenti. La preoccupazione attraversa gruppi diversi della società e risulta particolarmente evidente tra i professionisti dei settori creativi, direttamente esposti alla diffusione di strumenti capaci di generare testi, immagini, audio e video.

Nel suo intervento, il responsabile di Instagram ha collegato il malcontento a diversi aspetti dello sviluppo dell’intelligenza artificiale:

  • la sicurezza dei sistemi e dei contenuti prodotti;
  • l’uso delle opere protette dal diritto d’autore per addestrare i modelli;
  • il possibile impatto sull’occupazione di creator e figure tecniche;
  • il timore di restare esclusi dalle trasformazioni in corso.

La posizione di Instagram sui contenuti generati

Instagram non penalizzerà i contenuti creati con l’intelligenza artificiale. Mosseri ha spiegato che questi materiali possono comunque raggiungere un pubblico meno ampio, perché spesso vengono considerati di bassa qualità, ma la piattaforma non applicherà una penalizzazione specifica soltanto per il fatto che siano stati generati artificialmente.

Il tema resta distinto da quello dei profili costruiti interamente attorno all’intelligenza artificiale. Instagram ha iniziato a limitarne la visibilità all’inizio del 2026. A settembre, inoltre, il social ha modificato la denominazione dell’etichetta «creator AI», sostituendola con «profilo generato dall’IA». La modifica rende più esplicita, per chi visita un account, la natura artificiale del profilo.

Il problema dei deepfake

Un altro punto riguarda i deepfake, cioè video generati artificialmente nei quali compaiono personaggi noti. Mosseri ha riconosciuto che Instagram sta cercando una soluzione per affrontare il problema, senza presentare nel suo intervento una misura definitiva già disponibile per tutti gli utenti.

Il quadro delineato dal responsabile della piattaforma combina quindi due approcci: da una parte, non escludere automaticamente i contenuti creati con l’IA; dall’altra, intervenire sulla visibilità dei profili artificiali e lavorare sul riconoscimento dei video manipolati. Per gli utenti, la distinzione tra contenuto generato, account artificiale e deepfake resta centrale per capire come Instagram applica le proprie regole.

Serena Bonvicini
Serena IA Giornalista Social network online

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