Ricerca della Northeastern University mette in luce pratiche di tracciamento
Un gruppo di ricercatori della Northeastern University ha analizzato il comportamento di 12 smart TV di 10 produttori per verificare se la raccolta di dati sui contenuti visti dagli utenti si fermasse dopo la disattivazione della tecnologia ACR (Automatic Content Recognition). Il risultato dello studio indica che su alcuni sistemi operativi il tracciamento continua anche quando ACR è stato disattivato dalle impostazioni del televisore.
Quali sistemi operativi e cosa hanno trovato i test
I test hanno riguardato sette sistemi operativi molto diffusi nel mercato: Tizen, Roku OS, webOS, Vizio OS, Google TV, Fire TV OS e VIDAA. Secondo i ricercatori:
- Tizen e Vizio OS continuano a inviare informazioni sui contenuti riprodotti anche con ACR disattivato;
- Vizio OS è indicato come il caso più grave: non è stata rilevata alcuna differenza nel tracciamento tra ACR attivo e ACR disattivato;
- Roku OS sembra tracciare in modo particolare l'uso del servizio di streaming proprietario di Roku;
- webOS (LG) ha mostrato comportamenti coerenti con quanto dichiarato dall'azienda, quindi meno problematico nei test condotti;
- Google TV, Fire TV OS e VIDAA sono risultati rispettare la scelta dell'utente di disattivare ACR.
Che cos'è ACR e perché viene usata
L'ACR è una tecnologia che genera impronte digitali audio/video dei contenuti riprodotti sul televisore e le confronta con archivi remoti per identificare ciò che l'utente sta guardando, indipendentemente dalla sorgente (app, antenna, sorgenti esterne collegate via HDMI o mirroring). Viene impiegata principalmente per offrire pubblicità personalizzata e metriche di audience.
Implicazioni per chi usa una smart TV
Lo studio segnala che disattivare l'opzione ACR nelle impostazioni del televisore potrebbe non essere sufficiente per bloccare completamente la raccolta di dati su ciò che si guarda. I ricercatori osservano che, in alcuni casi, la telemetria continua anche quando non c'è alcuna interazione dell'utente con la TV.
Consigli pratici emersi dall'analisi
I ricercatori suggeriscono alcune contromisure per chi vuole ridurre la quantità di dati inviati dalla smart TV:
- disattivare ACR o le impostazioni analoghe dalle opzioni immagine/privacy/servizi del televisore;
- bloccare il traffico verso i domini indicati nello studio usando il firewall del router o regole di rete locali;
- in casi estremi, evitare il collegamento del televisore a Internet o utilizzare soluzioni di rete che limitino le comunicazioni in uscita.
| Elemento | Esito nei test |
|---|---|
| Tizen | Tracciamento anche con ACR disattivato |
| Vizio OS | Tracciamento continuo, nessuna differenza con ACR spento |
| Roku OS | Traccia uso del servizio Roku |
| webOS (LG) | Comportamento coerente con le dichiarazioni dell'azienda |
| Google TV, Fire TV OS, VIDAA | Rispetto della scelta dell'utente (ACR disattivato) |
La ricerca copre sistemi operativi che, secondo i ricercatori, rappresentano una larga fetta del mercato statunitense. I test hanno monitorato il traffico di rete generato dai televisori con e senza ACR attivo per valutare le differenze.
Perché interessa ai consumatori italiani
Le smart TV sono la porta principale dei servizi di streaming e delle app sullo schermo del salotto: sapere quali dati possono essere inviati dai dispositivi è un elemento utile per valutare scelte d'acquisto e impostazioni di privacy. Le misure pratiche indicate nello studio — disattivare opzioni di riconoscimento automatico, limitare comunicazioni verso domini specifici o usare il router per filtrare il traffico — sono azioni che chiunque può considerare, compatibilmente con la funzionalità desiderata dal proprio televisore.
Il lavoro dei ricercatori mette in luce la necessità di maggiore trasparenza sul funzionamento delle funzioni di telemetria e sulle opzioni reali che gli utenti hanno per gestirle. Per ora, le indicazioni emerse dallo studio sono quelle che gli utenti possono applicare autonomamente per ridurre la quantità di dati inviati dal televisore.